Festival del Pene: Tutto quello da sapere sulla festa più strana del Giappone - Gayly Planet

Festival del pene di ferro.

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Siti sul Giappone Kanamara Matsuri: la festa del pene di ferro Durante il periodo Edo, Kawasaki era una cittadina dove festival del pene di ferro viaggiatori si fermavano quando partivano proprio da Tokyo per andare nelle zone più occidentali.

Poiché era anche a quel tempo una zona turistica, ovviamente si potevano trovare tutti i tipi di divertimenti, incluse le case da tè, dove evidentemente, non si beveva solo tè ma si indugiava in divertimenti con prostitute. Il Matsuri di Kanamara era invece una festa dedicata alla terra e alla prosperità.

Ecco il perché proprio durante lo svolgimento del festival viene ripetuta più volte una processione dove tanti uomini portano degli altarini con grandi statue falliche sia di legno che di ferro sopra. La spiegazione del nome viene da una leggenda secondo la quale nella vagina di una giovane si nascondeva un demone dai denti aguzzi che quindi castrava qualsiasi uomo con la quale la ragazza avesse rapporti intimi.

La mia storia con questa festa è lunga e travagliata. Dovete sapere che nonostante io abbia fatto per anni avanti e indietro per il Giappone, non ero mai riuscita a vedere questo festival del pene di ferro. Avevo tanti amici stranieri che ogni anno ci andavano, e guardavo le foto che mi mandavano con una grande invidia.

festival del pene di ferro

E cavolo, avrei anche io fatto festival del pene di ferro foto con in mano il famoso lecca lecca dalla forma fallica e guardato la processione dei mikoshi gli altarini Shinto. Il giorno prima piovve come non mai, con fiumi in pericolo di esondazione e vento fortissimo. Cominciai a sentirmi un attimo incerta quando da Kawasaki, andammo verso il trenino che ci avrebbe portato alla stazione dove si teneva la festa. Da chiacchierate appena impercettibili simili a mormorii, i decibel erano aumentati, segno che le voci sicuramente non erano giapponesi.

Festa del pene d'acciaio, in Giappone il fallo è una star

Il trenino era pieno di gente, ma probabilmente la proporzione era 10 giapponesi contro 50 stranieri. Mettiamo in chiaro, io non ho problemi particolari con gli stranieri, solo che molto spesso, la loro esuberanza qui in Giappone, in contrasto con la personalità riservata dei giapponesi, mi infastidisce.

Oltretutto vista la… particolarità della festa, temevo una iper esuberanza da parte di chi magari non sapeva neanche la storia e voleva solo guardarsi tanti falli portati in giro. Arrivammo finalmente alla stazione di Kawasaki Daishi.

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E qui avvenne la mia prima delusione. Io avevo immaginato il tempio molto più grande. Non proprio come il Meiji Jingu ovviamente, ma una via di mezzo! Siamo arrivati verso mezzogiorno, intorno a noi non un giapponese ma tutti stranieri, e proprio alle 12 ricominciava la processione con i mikoshi.

Dopo aver ottenuto le provviste, ci siamo messi fuori, di lato al tempio per mangiare.

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Mentre eravamo seduti a guardare la gente allegra che passeggiava con i famosi lecca lecca fallici, decisi che, una volta per tutte, pene di scultura sarei buttata nella mischia informe simile alla rush hour di Shinjuku, per prenderli anche io.

Armata di rabbia e buona volontà, piano piano mi avvicinai al posto più affollato di tutto il matsuri. In realtà non capivo neanche da dove partiva la fila perché la gente, non leggendo il giapponese, non capiva le scritte che chiedevano di fare la fila normale ma accerchiava da tutti i lati il banchetto e non si avanzava.

Tu, hai della birra?? Sono uscita delusa e nervosa.

Tour in Giappone

Non ci crederete ma quando ho buttato i miei 5 yen, non sono finiti nella scatola ma fuori… e non solo fuori, ma tra le tegole di legno del pavimento. Proseguendo il giro ci siamo fatte delle foto vicino alla statua raffigurante un membro riproduttivo maschile.

Il mio commento sul Matsuri è che… beh, se vi capita di andarci, andateci, ma onestamente, potete farne a meno. Non si capisce quasi niente, non si vede quasi niente a meno che non siate alti dal metro e settanta in su, ed è pieno di gente rumorosa.

Probabilmente a suo tempo deve essere stato interessante, adesso è solo un richiamo per turisti.

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Prendendo la palla al balzo gli rispondo e con una faccia tosta non indifferente gli chiedo se possiamo farci una foto insieme. Mi hai risollevato la giornata! Non ho molto altro da aggiungere, questo è stato il mio Kanamara Matsuri.

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E se andassi a visitare il monte dei morti la prossima volta?